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Ultimo Respiro di Jessie PG
A volte basta poco per vedere una vita spezzata. E se quella vita non mi è...

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My happiness starts here by Kyla

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Riassunto:
Premetto che questa storia è relativa a tre video visti su Youtube che costituiscono una versione alternativa della seconda stagione per chi è, come me, una Paire fino agli angoli più nascosti del suo romantico cuoricino.I video sono di Caligurl777, se li avete visti bene, se no vi spiego io ora in cosa consiste.Tracciando a grandi linee la trama, Peter e Claire scoprono che lei in realtà è figlia di Adam e non di Nathan e che fra l’uomo ed Angela Petrelli c’era un accordo. Adam però è cattivo ed uccide Elle, che nel video è la futura figlia dei due, andata nel passato per  avvisarli dell’inganno. Peter allora la vendica uccidendo Adam, raggiunge Claire e passa la notte con lei. Un anno dopo i due sono con la loro bimba appena nata, Elle.
In questa storia vorrei provare a riportare i pensieri fatti da entrambi nella sera che passano assieme alla fine di tutto.Spero che vi piaccia, sennò sorry! Baci.
Piove. Ed anche molto. Sembra quasi che la pioggia entri nelle mie ossa e che me le faccia sobbalzare una ad una, che ogni goccia d’acqua gelata mi si schianti addosso e che frantumi la pelle e la carne. Come se potesse succedermi. Come se la pioggia trapassasse la gente, come se io non mi rigenerassi.
Perché sono così cinica in questo momento? Non mi riconosco. Non è da me fare così. Forse penso queste cose perché mio padre, quello vero, è un tale schifoso bastardo che ha ucciso sua nipote, ovvero la figlia che avrò fra un anno, sotto i miei occhi. No. La verità è che sono così nervosa perché so cosa sta facendo Peter in questo momento: sta andando a vendicare la nostra bambina. Però non so se tornerà stavolta, perché Adam non è uno stupido, è benissimo in grado di ucciderlo. E se vince lui, non solo avrò perso per sempre il mio unico amore, ma non riavrò nemmeno Elle indietro. Ecco perché sono nervosa. Ma credo sia normale.
Piove ancora, eppure non ho freddo. Anzi, sto prendendo fuoco. Per modo di dire. Anche perché se è Peter a tornare, che poi è quello per cui sto pregando con tutta me stessa, lo so poi cosa succederà. Non a caso, la casa è vuota. E non a caso io non ho paura, non stavolta. Stavolta sono pronta, perché dopo che ne abbiamo passate tante, anche noi dobbiamo goderci la nostra vita, ad iniziare da stasera. Anche noi dobbiamo essere felici. Perché la felicità non è gratuita, però esiste. Ed è grazie a lui che lo so. Ed è per questo che lo amo così tanto che mi si spacca il cuore.
Trattengo il respiro non appena avverto la porta al piano di sotto aprirsi. I dubbi mi assalgono: e se non è lui? Se è morto? Se di sotto c’è Adam, che vuole farla finita anche con me dopo averlo conciato per le feste?Ma devo scendere. A costo della vita, devo farlo.
Tremo quando poggio la mano sulla balaustra, e so che non dovrei. Scendo le scale e… No, non è possibile. L’uomo che guarda fuori dalla finestra è moro. Ed è Peter. Ce l’ha fatta. Ed anche se non lo ha ucciso non mi importa, perché lui è qui, è qui ed è vivo ed il mio cuore si sta frantumando per la gioia.
Non credo di aver fatto alcun rumore, ma si volta verso di me lo stesso e mi guarda senza dire una parola. Proprio come quella volta a casa di Nathan, mentre lui disegnava Ted e l’esplosione ed io stavo per andarmene a Parigi. Sembra così lontano, quel giorno. Allora credevo ancora che lui fosse mio zio, che fossi costretta ad amare un uomo che mi avrebbe dovuto chiamare “ nipotina” e non mi avrebbe mai detto quelle tre parole fondamentali: “ Io ti amo”.
Si avvicina piano, sale cautamente le scale fino a che non mi raggiunge. Mi viene quasi da ridere notando quanto sono più bassa di lui, quanto mi sovrasti con la sua altezza, ma per fortuna sorrido semplicemente, toccando il cielo con un dito quando lui mi risponde e poi mi stringe a sé. Forte, sempre più forte, affonda il viso nei miei capelli, ma io non ce la faccio a lamentarmi per il male, perché se questo è dolore, allora voglio soffrire per il resto dei miei giorni. Ma poi inevitabilmente ci separiamo e mi accorgo solo in quel momento che sto piangendo come una cretina. Peter mi poggia le mani sulle guance e me le asciuga, poggiandovi sopra un bacio leggero quando ha fatto.
“ Io ti…” mormoro lentamente, ma lui mi zittisce.
“ Shhhh… Me lo dirai dopo.”. Finalmente, la sua voce. Bassa e roca, ma che riesce lo stesso a farmi impazzire. Mi prende in braccio, passandomene uno sotto le ginocchia e l’altro sotto la schiena e mi bacia. Un bacio lungo, profondo, un bacio che mi sembra di dargli per la prima volta anche se le nostre labbra si sono già unite prima di scoprire che non siamo parenti e che non bruceremo all’inferno per quello che abbiamo intenzione di fare.
Sento qualcosa di morbido contro le spalle, rompo il bacio e mi guardo attorno, accorgendomi solo ora che mi ha poggiato sul letto e che si sta stendendo sopra di me. Torno a guardarlo.
“ Claire…”.
“ Non ho paura. Ti amo troppo per averne ora.” dico e sorrido. Anche lui lo fa, lievemente e abbassa il viso sul mio fino a che i nostri nasi non si sfiorano.
“ Anche io.” sussurra e mi bacia di nuovo le labbra, per poi scendere sul collo. Apre gli ultimi bottoni della camicetta e mi accarezza la pancia. E in questo momento so che la mia felicità inizia qui. Grazie a lui.


Dorme. La testa appoggiata sul mio petto, la mano abbandonata sul mio torace e il sorriso sulle labbra, quello che la rende più angelica di quanto non sia mai stata. Cristo se è bella. Bella e completamente innocente. La cosa più pura che mi sia trovato sotto il naso. Ed è mia, tutta mia. Totalmente in balia di me, modestamente parlando. Sì che così mi fa sentire un eroe. Sì che così mi fa sentire amato come non mai, un amore che credo non mi abbia trasmesso nemmeno mia madre nella culla.
Mia madre. Proprio lei voleva portarmela via. La donna che mi ha messo al mondo voleva negarmi la mia felicità, mentendomi, facendomi sentire un verme schifoso provando quello che provavo. Pazienza. L’importante è che lei sia qui con me, fra le mie braccia.
Le accarezzo i capelli con una mano, dolcemente, e prendo quella che lei ha poggiato sul mio torace, me la porto alla bocca e la bacio. Non ci credo che sono qui con lei. Non ci credo che abbiamo appena fatto l’amore. Credevo che lei avrebbe avuto paura, che mi avrebbe chiesto di aspettarla- e giuro che lo avrei fatto anche tutta la vita- ed invece era pronta. Ed è stato il regalo più bello che Claire, la mia Claire mi abbia potuto fare.
La guardo ancora dormire e la mano che era fra i suoi capelli mi scivola automaticamente sulla sua schiena liscia. Ma come ha fatto Adam a fare una cosa così bella? Quel maledetto. Ha avuto il coraggio di uccidere sua nipote, per lo più sotto gli occhi di Claire. Ma per fortuna, ora è tutto finito. L’ho dovuto uccidere, ma è stato giusto così. Fra un anno nascerà Elle e saremo una famigli felice, una volta per tutte. Perché ce lo meritiamo di essere felici, se non altro lei lo merita.
Ora il mio braccio le stringe la vita, delicatamente spero, perché svegliarla in questo momento sarebbe proprio un sacrilegio. Gesù, quanto la amo. Talmente tanto che mi fa male il cuore.
Mi sento fin troppo felice quando osservo quella testolina bionda muoversi nel sonno, da cui qualche essere superiore la sta strappando, e la bacio un attimo prima di riflettermi in quei pezzi di cielo posatisi in terra sul suo viso.
“ Ciao.”.
“ Non riesci a dormire?”.
“ No. Sei troppo bella.”. Sorride piano, compiaciuta, e sale a baciarmi le labbra.
“ Guarda che se mi baci così mi costringi a usarti violenza…” scherzo, prendendola all’improvviso per i fianchi e portandola sotto di me, affondando il viso nella guancia e tempestandola di baci.
“ Nooo, ti prego, nooo…” si sente lontano tre chilometri che ride. Si dimena cercando di sfuggire alle mie braccia, inutilmente, visto che essendo più forte di lei, blocco ogni suo tentativo di fuga. E ride, ride, ride, Dio santo io non resisto, la devo baciare. E lo faccio, bloccando quell’attacco di ilarità e sostituendolo con un verso sorpreso prima e il silenzio poi.
“ Dovremmo provare a dormire…” dico staccandomi e strofinando il naso con il suo. Ma lei mi guarda birichina e forse un po’ delusa.
“ Che c’è?”.
“ Lo sai che se mi sveglio la notte poi non dormo più? Per riaddormentarmi mi devo stancare…”.
“ Ho detto che dobbiamo dormire? Io ho detto che dobbiamo passare la notte in bianco!” mento spudoratamente, rotolo sopra di lei e la bacio di nuovo.
Ed è in questo momento, mentre diventiamo di nuovo una cosa sola, mentre sorridiamo e ci baciamo fra i sospiri che mi è chiara una cosa: la mia felicità inizia qui. Con lei.


    

 

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