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Harry Potter alla ricerca del calduccio perduto by Sandy85

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Riassunto:
Storia ispirata alla ff di Mapina "Mettiti le ciabatte", qui troviamo Harry e Ginny alle prese con le tanto odiate (da Harry e Ron) ciabatte.
Note dell'autore:
Ringraziamenti e dediche: Un ringraziamento speciale al solito Raf che mi ha suggerito il titolo (anche se lui la considerava più una battuta) e a Mapina per aver scritto "Mettiti le ciabatte", senza di lei questa ff non ci sarebbe mai stata.
Dedico questa ff a:
• Mapina per i motivi di cui sopra^^
• tutti quelli che sopportano i miei vaneggiamenti quando sono in procinto di scrivere una nuova cosa XD

Buona lettura^^

Harry Potter alla ricerca del calduccio perduto


La casa era immersa nel silenzio, stranamente, visto che quando Ginny era alla prese con la cena, Grimmauld Place sembrava un campo di battaglia, in ogni ordine di piano. Evidentemente Molly non aveva insegnato a sua figlia il modo corretto per preparare un pasto.
– Ginny, ci sei? – urlò dall’ingresso, nella speranza di farsi sentire ovunque sua moglie fosse.
– Harry, sei tu? – chiese a sua volta una voce proveniente da una stanza del piano inferiore.
Il moro si diresse verso le scale ed entrò nella cucina: come da copione era invasa da pentole, coperchi, ciotole, piatti e quant’altro rigorosamente sporchi per ciò che Ginny stava preparando.
– E chi mai dovrebbe essere?! – rispose dubbioso avvicinandosi alla sua dolce metà e scoccandole un bacio sulla guancia.
– Non si sa mai, poteva essere Ron. – disse lei semplicemente, facendo evanescere l’ennesima pietanza bruciata. – E io non riesco a cucinarti niente di decente, stasera.
– Da quando Ron e io abbiamo la voce uguale? – chiese incerto guardando leggermente storto Ginny.
– Beh, sai... con i muri spessi la voce arriva leggermente distorta. – cercò di spiegare lei, non riuscendo a convincere totalmente il marito, che continuava a guardarla dubbioso. – Oh, va bene: tu e Ron avete le voci totalmente diverse, ma non pensavo tornassi così presto oggi.
– Veramente sono già le nove. – constatò Harry guardando l’orologio.
– Le nove? Com’è possibile che abbia perso così tanto tempo? E non c’è niente di commestibile in casa! – iniziò a farfugliare Ginny, aggirandosi per la cucina cercando di cancellare ogni sorta di pietanza bruciata o immangiabile che le capitasse a tiro.
– Ginny, calmati, – la bloccò Harry mettendole le mani sulle spalle – possiamo chiedere a Molly se ha cucinato qualcosa di troppo oggi. – le sorrise poi, ben sapendo che sua suocera cucinava sempre per una marea di gente e di sicuro era avanzato qualcosa.
Ginny sorrise a sua volta, rassicurata dalle parole del marito, e sospirò di sollievo abbassando lo sguardo al pavimento. – Perché non hai le pantofole addosso? – chiese quando notò i piedi di Harry ancora avvolti dalle scarpe.
– P-pantofole? – chiese dubbioso – Da quando dovrei usare delle pantofole? Non ne ho mai avuto bisogno. E comunque appena arrivato a casa, sono venuto subito in cucina, non ho neanche tolto il cappotto. – disse facendole notare quello che ancora indossava.
– Harry, ma non puoi stare sempre con le scarpe... anche in casa. – argomentò cercando di farlo cedere.
– Ma infatti non sto con le scarpe. Ginny, davvero non ti sei mai accorta che cammino in casa con i calzini? – aspettò una risposta che non arrivò perché sua moglie era troppo intenta a fissarlo sbalordita e poi continuò a parlare: – Ma cos’è questa fissazione che avete tu e Hermione? Ron sta scontando la sua pena dormendo sul divano perché non ha voluto indossare le pantofole. E adesso ti ci metti anche tu?
– Harry, lo facciamo per voi. Ron ha il raffreddore da settimane, ormai. – spiegò – E comunque gli sta bene, sa quanto Hermione sia puntigliosa su certe cose.
– Non ti starai trasformando in lei, vero? Una Hermione mi basta e mi avanza. – scherzò lui, non preoccupandosi minimamente dell’occhiataccia che Ginny gli rivolse, che subito fu sostituita da uno sguardo un po’ più malizioso.
– No, non mi sto trasformando in lei, solo che neanche tu vorrai finire sul divano per un tempo imprecisato, vero? – chiese con voce suadente e avvicinandosi ancora di più a lui.
Harry non si accorse minimamente di ciò che avvenne dopo, ma si ritrovò Ginny avvinghiata a sé in una morsa che non presagiva niente di buono... almeno non in quell’istante. In pochi secondi il cappotto di Harry si ritrovò adagiato su una sedia lì accanto, lasciando il suo proprietario intento a capire se era meglio fuggire o assecondare sua moglie, optando per la seconda opzione: era molto più piacevole della prima.
– Vero che userai le pantofole? – chiese Ginny, ancora attaccata a lui, dopo quella che parve un’eternità.
Harry ormai si trovava troppo impegnato in altro per dare una risposta sensata e ponderata: – Non ci penso proprio. – si lasciò sfuggire in un barlume di razionalità.
Ginny si staccò all’istante: quella non era di sicuro la risposta che avrebbe voluto, ma aveva già in mente un altro piano per fargli accettare senza remore o “se” e “ma”. Anche se per quella sera avrebbe lasciato correre e avrebbe continuato ciò che aveva iniziato poco prima.
La cena diventò l’ultimo dei loro pensieri.

Dei passi leggeri risuonarono lievemente nel corridoio, il loro proprietario cercava di fare meno rumore possibile per tornare in camera, ma risultava un’impresa titanica vista la ghiacciaia che era diventato il pavimento.
L’inverno non era ancora vicinissimo, eppure sembrava che quei pavimenti non avessero mai sentito parlare di riscaldamento o calore del legno. Harry non si scompose più di tanto, corse ancora più rapidamente in camera per ritrovare il tanto agognato calduccio sotto le coperte.
– Tutto bene? – chiese Ginny con la voce leggermente impastata dal sonno, vedendo l’ombra del marito infilarsi a tempo di record sotto le coperte.
– Sì, solo che i pavimenti stasera sono più freddi del solito. – sospirò Harry, accoccolandosi vicino alla sua dolce metà per riprendere un po’ del calore perso.
Un ghigno si dipinse sulle labbra di Ginny nell’oscurità e ringraziò mentalmente Hermione per averle insegnato quell’incantesimo anni prima.
– Harry? – chiamò dopo un paio di minuti. Il mugugno che le arrivò dalla sua sinistra le bastò per continuare. – Non è che adesso vorresti indossare un bel paio di pantofole calde calde, così da non doverti congelare i piedi per andare in bagno?
– Ancora con questa storia? Perché mai dovrei indossare un paio di pantofole quando basta un paio di calzini più pesanti? – chiese mantenendo gli occhi chiusi e facendosi ancora più vicino a sua moglie. Possibile che il freddo si propagasse così rapidamente da avvolgere anche il letto?
– Certo, ma hai usato i calzetti più pesanti che hai per andare in bagno e ti sei congelato i piedi comunque, quindi potresti anche dare una possibilità alle ciabatte che ti ho comprato. – asserì lei, mentre con un gesto della bacchetta rendeva ancora più fredda la parte di letto di Harry.
In tutta risposta si rannicchiò ancora di più su se stesso continuando a non capire perché non riuscisse a scaldarsi come aveva voluto e sperato.
Constatò che non c’erano altre soluzioni se non assecondare i desideri di sua moglie: – Ok, userò le ciabatte. – disse sconfitto, sicuro che il freddo se ne sarebbe andato all’istante, come se fosse stato causato da un incantesimo. Cosa che effettivamente non successe, in compenso si ritrovò Ginny avvinghiata a lui, per la seconda volta quella sera, e che prontamente cercava di ridargli un po’ del calore perso.
“Chissà come mai Hermione non ha ottenuto gli stessi risultati con Ron, eppure ha usato lo stesso incantesimo.” pensò Ginny, prima di lasciarsi trasportare nel mondo dei sogni.

Note di fine capitolo:

Lo so, come al solito non sarà granché (anche se a Raf è piaciuta molto... ma lui è un caso a parte), ma spero di avervi fatti sorridere.

 

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