Momenti Felici
Prologo
La riunione dell’Ordine doveva iniziare da lì a poco e Sirius e Remus ricordavano i tempi passati raccontando aneddoti spiritosi sui Malandrini.
Tonks li ascoltava ammirata, in quei pochi mesi aveva ascoltato decine di storie narrate dai due ex-Malandrini, ma solo quella sera, per la prima volta, aveva sentito un nome, uscito per pura combinazione dalle labbra del Licantropo.
I due amici avevano sempre evitato di pronunciare il nome di quella persona, era un po’ la loro “lord Voldemort”, il cui nome non lo devi pronunciare per non dover soffrire.
Ma quella sera, quel nome uscì e Remus se ne pentì subito.
– Rem, avevamo fatto un accordo: mai pronunciare quel nome. – lo rimproverò Sirius, mentre si alzava dalla poltrona diretto alle scale, per rintanarsi da Fierobecco.
– Andiamo, non essere sciocco. Anche se la nominiamo qualche volta non succede niente. – tentò di farlo ragionare il Licantropo.
– Non è vero, l’ultima volta che l’abbiamo nominata è tornato in forze Voldemort. – iniziò ad infervorarsi il moro.
– Ma non è stata colpa sua.
– Non mi importa. Non la voglio più sentir nominare. – urlò a quel punto Sirius.
– Va bene, come vuoi. – il biondo alzò le mani in segno di resa.
– Ragazzi, è arrivato Silente. – li richiamò Molly dalla cucina.
Quando Sirius varcò la soglia della stanza notò qualcosa di strano, ma non ebbe il tempo di focalizzare cosa, che Silente lo invitò a sedersi e ad ascoltare le ultime notizie dal mondo esterno.
Quando la riunione finì, Silente trattenne Remus, Sirius ed una terza persona. Quest’ultima, per tutta la riunione, era rimasta in disparte ad ascoltare le parole del Preside.
– Ragazzi, penso proprio che stasera farete una bella rimpatriata. – sorrise il Preside.
– Ah, sì? Chissà perché non ne sono molto entusiasta. – rispose Sirius, spostando lo sguardo da una parte all’altra e poi focalizzandolo sui suoi piedi.
– Io, invece, sono sicuro che non ti dispiacerà così tanto. – disse Silente, facendo cenno alla persona nell’angolo.
Una volta avvicinata un po’ di più alla luce, si riconobbero i capelli biondo scuro e gli occhi verdi. Sirius si decise ad alzare gli occhi sulla figura che aveva davanti e rimase come pietrificato: – Che… che ci fai tu qui? – chiese balbettando sbalordito. Quella che aveva davanti era la persona che non avrebbe mai pensato di rivedere, a dir la verità, era la persona che avrebbe voluto rivedere meno di tutte le altre, meno anche di Piton.
– Silente mi ha chiesto di dare una mano all’Ordine, proprio come l’ultima volta.
Sirius ebbe un tuffo al cuore, la voce di lei non era cambiata ed era uno dei dettagli che Sirius ricordava nitidamente, insieme agli occhi ed al profumo dei capelli.
– Non è possibile. – disse solo il moro, prima di infilare la porta e scappare parecchi piani più su, mentre una marea di ricordi gli affollavano la mente e le poche lacrime rimaste minacciavano di uscire.